Omeopatia dal dentista (approfondimento)

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A cura del Dr. Alberto Mazzocchi

Il crescente numero di pazienti che decidono di curarsi con i farmaci omeopatici (circa 6.000.000 di persone secondo le statistiche Doxa del 1999) suggerisce che anche il mondo odontoiatrico debba adeguarsi a queste nuove richieste offrendo servizi adeguati alle nuove richieste.

Ci sono alcune errate convinzioni riguardo l'omeopatia in Italia. Una di queste è che esista un'incompatibilità tra farmaci tradizionali e rimedi omeopatici. In poche parole si dice che non si possono associare antibiotici con granuli omeopatici. Tale convinzione proviene dal passato quando l'omeopatia era ancora considerata analoga alla stregoneria. Non è assolutamente vero.

Al contrario, i farmaci omeopatici possono essere associati ai farmaci tradizionali per ridurre gli effetti collaterali o per garantire una ripresa più rapida della convalescenza. La medicina deve diventare una scienza integrata, non una filosofia ortodossa.

Ad esempio, le cure odontoiatriche nei pazienti anziani in terapia anticoagulante (per esiti di patologie cardiache o cardiocircolatorie) richiedono spesso accorgimenti particolari come la sospensione dei farmaci antiaggreganti per evitare emorragie prolungate. Generalmente si sospendono tali farmaci 3 giorni prima e si riprendono il giorno seguente. Se le cure odontoiatriche sono multiple, occorre prevedere un'alternanza di periodi di sospensione e ripresa dei farmaci che nuocciono al corretto equilibrio del paziente. La China Rubra è un preparato omeopatico che può essere associato al farmaco antiaggregante qualche giorno prima dell'intervento odontoiatrico, consentendo di non interrompere la terapia farmacologica tradizionale e al contrario, di evitare le fastidiose emorragie che conseguono alle manovre odontoiatriche.

Un altro esempio di applicazione di rimedi omeopatici risiede nella cura dell'ansia o della paura nei bambini o nei soggetti più sensibili. Al posto di farmaci tranquillanti come le benzodiazepine, che deprimono il sistema nervoso (rendendo il loro utilizzo problematico nei bambini), si possono usare con successo rimedi omeopatici come la Chamomilla (ad alte diluizioni, non come infuso!) o i fiori di Bach, che tolgono solo la componente di ansia, senza effetti collaterali sulla salute dei pazienti.

L'effetto di tali rimedi omeopatici è rapido, tanto è vero che possono essere utilizzati estemporaneamente nelle situazioni di emergenza (bambini che piangono e diventano intrattabili) senza rischi per la salute.

L'omeopatia ha diverse scuole di pensiero quali l'Unicismo, in cui viene prescritto un solo rimedio per ogni paziente, il Pluralismo, in cui si utilizza un rimedio sintomatico e uno di fondo, il Complessismo che ricorre ad un insieme di medicinali omeopatici con la stessa indicazione.

Ogni scuola risponde al principio comune della "similitudine" anche se l'applicazione pratica si differenzia, offrendo al medico una più vasta possibilità terapeutica.

Come abbiamo già visto, l'omeopatia non è una specie di medicina "fai-da-te" che usa le erbe al posto dei farmaci tradizionali. I rimedi omeopatici sono prodotti sofisticati in grado di ridare "energia" all'organismo e quindi ripristinare la sua salute persa a seguito della malattia.

Essi hanno origine da tre gruppi: estratti vegetali, estratti animali, e minerali. I rimedi vengono classificati genericamente in 2 gruppi: rimedi apsorici e rimedi psorici. Mentre i primi possono essere considerati rimedi generici, adatti a chiunque, i secondi sono specifici per ogni individuo e richiedono quindi un'attenta analisi medica (anamnesi) della storia del paziente e un attento esame clinico.

Uno dei campi di patologie in cui la medicina tradizionale non trova farmaci adatti alla cura, è indubbiamente quello delle aftosi. Si definiscono così quelle lesioni in forma di piccole ulcere molto dolorose che compaiono sulle gengive o sulle mucose del cavo orale in forma singola o plurima. Comuni nei bambini e negli adulti a seguito di eventi stressanti o affaticanti, hanno generalmente un decorso benigno guarendo in circa 10-15 giorni. Durante tale periodo però sono causa di notevoli dolori che rendono a volte difficile l'alimentazione e le funzioni della bocca.

Nei bambini il rimedio Borax viene usato soprattutto quando le afte compaiono con la crescita dei denti da latte. Il bambino mostra un segno caratteristico: soffre di vertigini o di insicurezza nei movimenti di discesa (discesa dalle scale, dall'automobile, nell'ascensore ecc.).

Un altro rimedio per i bimbi è Chamomilla, adatta ai bimbi molto agitati che si placano solo facendoli muovere in carrozzina o prendendoli in braccio e cullandoli. Se le afte sono accompagnate da alitosi e gengive sanguinati il rimedio sarà Mercurius Solubilis. Segno caratteristico del paziente è la perdita di saliva rosacea sul cuscino durante le ore notturne. Se invece l'afta è di aspetto membranoso e l'alito è fetente, il rimedio di scelta sarà Mercurius Cianatus. Infine, quando l'afta colpisce il paziente soprattutto in autunno ed è associata a diarree o a sensazione di nausea per l'odore di cibi cotti, il rimedio sarà Colchicum Autumnale.

I rimedi omeopatici, se prescritti nelle giuste dosi e nelle giuste somministrazioni, danno immediato sollievo e permettono di risolvere la patologia in pochissimo tempo (2-3 giorni).

L'estrazione di un dente o di una radice dentaria è un'evenienza che preoccupa sempre il paziente e spesso genera una tale ansia e paura da rendere insonne la notte precedente l'operazione. I calmanti tradizionali (benzodiazepine e derivati) presentano l'effetto collaterale di una generale depressione del sistema nervoso rendendo anche pericoloso l'uso dell'automobile o l'esecuzione di manovre con attenzione.

Ugualmente la terapia del dolore post estrattivo. La farmacologia tradizionale mette a disposizione del dentista diversi farmaci antinfiammatori come il nimesulide o il naprossene che possono essere utili nel periodo post operatorio a controllare il dolore, ma hanno sempre effetti collaterali a carico dell'apparato digerente (rischi di gastrite, ulcere, coliti ecc.). Tali effetti collaterali, molto evidenti nel bambino, possono richiedere un utilizzo parsimonioso di tali farmaci che rendo perciò il dolore post operatorio molto fastidioso.

L'omeopatia, al contrario, possiede dei rimedi molto efficaci sia nella terapia dell'ansia e della paura, sia nella terapia del dolore post operatorio.

Uno dei rimedi d'eccellenza è l'Arnica Montana: viene estratta da una pianta diffusa in tutta l'Europa nelle regioni di montagna. Il principio attivo della pianta è costituito da oli essenziali contenenti timolo, polifenoli e policiamidi. La preparazione omeopatica dell'Arnica Montana permette di favorire la coagulazione, arrestando le emorragie, facilita il riassorbimento dell'ematoma, migliora la circolazione e quindi accelera la guarigione dei tessuti.

L'arnica può essere presa due o tre giorni prima dell'intervento, aiutando a superare l'ansia che lo precede e per due o tre giorni dopo per accelerare la guarigione e ridurre il dolore. Il rimedio omeopatico può sostituire completamente il farmaco tradizionale, ma può anche essere associato senza creare effetti indesiderati o ridurne l'efficacia.