amalgama e composito
Salve, da 10 giorni mi sono fatto sostituire 3 amalgame con il composito. Trattasi di occlusale sul 6° superiore sinistro e due a cavallo del 5° e 6° inferiore destro.
Da allora ho dolori alla masticazione, In particolare con cibi gommosi tipo pane e sensibilità al freddo/dolce specialmente sul superiore.
Fatto controllo (con cartina, masticazione del legnetto, no radiografia) e mi è stato detto che la sensibilità dipende dalla scollettatura, ma il dolore continua.
Io ho provato mettendo a contatto dei cibi freddi sulla parte piatta del dente e sentivo dolore, quindi secondo me il problema non è la scollettatura.
Ora mi sono documentato e ho saputo che ci sono possibili controindicazioni per il composito sui molari.
Devo spingere per farmi rifare le otturazioni?
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Risponde Marco Faccin
Salve. Alcuni adesivi che vengono utilizzati per le otturazioni in composito possono creare questo tipo di inconveniente. E' assodato che adesivi "primer+bonding" tendono a dare sensibilità alla masticazione (es. chewing gum, pane, ecc) e possono creare fenomeni di ipersensibilità termica. Le soluzioni sono di due tipi: la prima è non utilizzare quegli adesivi. Nel caso pero' la sensibilità sia presente si puo' optare per un periodo di attesa (solitamente entro un mese il fenomeno dovrebbe attenuarsi) oppure si puo' rimuovere il restauro (peraltro perfetto) e ripristinarlo mediante l'utilizzo di adesivi di tipo diverso o utilizzando tecniche piu' accurate (che non sto a spiegare ora). Altri tipi di problema possono essere: microfratture-incrinature del dente, isole di dentina occlusale esposta, bolle nella ricostruzione, ecc. ma queste difficilmente identificabili anche con una visita. Le consiglio di attendere un mese e poi, nel caso la sensibilità permanga, chiedere il rifacimento del restauro. Allego un estratto di un famoso produttore di sistemi adesivi. Saluti. dr. Marco Faccin http://www.kuraray-dental.eu/i t/scientific-area/core-technol ogies/total-.. . Nell 1978, il professor T. Fusayama della Tokyo Medical and Dental University si trovò a dover affrontare un problema tecnico. Come alternativa estetica all'amalgama egli pensò di riempire in modo permanente le cavità con materiali resinosi. Però, al contrario della struttura dura idrofila del dente, i compositi mostravano proprietà idrofobe ed erano incapaci di stabilire un'adesione forte. Per risolvere il problema, egli sviluppò una nuova tecnica per il condizionamento della dentina in grado di produrre una superficie adatta all'applicazione di un adesivo. Andando contro corrente, egli mordenzò sia lo smalto che la dentina con acido fosforico (H3PO4). Questa preparazione della dentina rimuoveva lo smear layer formatosi dopo la preparazione e apriva i tubuli dentinali, creando così le condizioni per la successiva applicazione del sistema primer-adesivo. In collaborazione con Kuraray - già a quel tempo produttore di materiali resinosi innovativi - venne sviluppato il primo adesivo a mordenzatura totale contenente un monomero fosfato adesivo per smalto e dentina, il CLEARFILTM BOND SYSTEM-F. Mentre questo sistema venne rapidamente accettato in Giappone, la mordenzatura della dentina con acido fosforico rimase per lungo tempo oggetto di diverse discussioni a livello internazionale. Fu solo verso la metà degli anni Ottanta che essa ottenne l'accettazione a livello mondiale e, da allora, è diventata una procedura standard degli adesivi multi-step. I vantaggi di questa tecnica sono evidenti e sono stati confermati nel tempo da numerosi studi scientifici. Oltre alla rimozione dello smear layer, vi è anche una demineralizzazione della dentina intertubulare e peritubulare. Dalla struttura delle fibre collagene vengono rilasciati cristalli di idrossiapatite e vengono esposte fibre individuali. Esse vengono quindi ricoperte dai monomeri idrofili dell'adesivo, che si ancorano permanentemente alla struttura esposta durante la polimerizzazione. Enamel surface after acid etch treatment with phosphoric acid (37%) L'elevata variabilità alla tecnica di applicazione del sistema di mordenzatura totale ha portato allo sviluppo della tecnica di automordenzatura. Nonostante l'utilizzo corretto di questi sistemi desse buoni risultati, in Giappone gli adesivi total etch multi-step venivano considerati altamente sensibili alla manualità nella tecnica di applicazione a causa della precisione richiesta nelle fasi operative e nel rispetto dei tempi. Infatti, una mordenzatura eccessiva rimuove dalla dentina più minerali di quanto si desideri ed espone le fibre collagene a una profondità maggiore rispetto a quanto l'adesivo possa penetrare. Un'eccessiva asciugatura causa il collasso della struttura delle fibre collagene, bloccando l'accesso dell'adesivo alle aree sottostanti della dentina. Questo conduce a una minor forza adesiva e causa al contempo sensibilità e dolore durante la masticazione. Inoltre, nei sistemi di adesione, la scelta del solvente volatile influisce anche sull'umidità della superficie dentinale necessaria per ottenere risultati ideali. Dato che l'alcol è più leggero dell'acqua, i sistemi a base di alcol richiedono una superficie estremamente asciutta e ciò significa che vi è il rischio di sovra-asciugatura. Al contrario, gli adesivi a base di acetone lavorano meglio su una superficie leggermente umida, in quanto l'acetone penetra all'interno dei tubuli proprio grazie alla superficie umida. Dato che la situazione di "leggera umidità" è difficile da ottenere durante la fase operativa, i valori di adesione ne vengono influenzati e risultano peggiori se la superficie è troppo secca o troppo umida.
Marco Faccin
Thiene
www.dentalwhite.it