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Gentile Dottore,
sono un avvocato del foro di Catania. Difendo un paziente il quale asserisce di aver contratto Epatite C dal suo dentista.
Dopo una serie di domande rivolte al mio cliente siamo riusciti ad individuare quelle che, in astratto e in via meramente potenziale, potrebbero essere state le vie di contagio.
Le chiedo, pertanto:
a) quando si procede alla otturazione del dente, è possibile che il dentista prelevi dal contenitore il materiale per l'otturazione (il c.d. cemento) con lo stesso strumento con cui aveva lavorato nella bocca del paziente, si che lo stesso contenitore sia contaminato con eventuale sangue che, come tale, diventa veicolo di infezione per i successivi pazienti cui venga applicato del cemento del medesimo contenitore?
b) le siringhe utilizzate per l'anestesia alla guancia sono siringhe monouso o il dentista si limita a cambiare l'ago, riutilizzando la stessa siringa contenente il liquido anestetico per più pazienti?
Grazie della sua eventuale risposta.

Risponde Gabriele Floria

Gentile Avvocato,
la trasmissione del virus dell'epatite C avviene in genere tramite taglienti chirurgici. Certamente lo stesso ago usato su piu pazienti espone al rischio di infezione crociato, cosi come l'utilzzo di tubofiale di anestetico iniziate sul paziente precedente.
Le siringhe possono essere monouso, oppure metalliche da sterilizzare previo lavaggio e imbustamento.
Non ritengo invece probabile la trasmissione tramite il materiale da otturazione dentale, teniamo sempre conto che nel cavo orale ci sono milioni di batteri e di virus e pertanto la sterilita di ogni oggetto che si avvicina alla bocca puo essere facilmente compromessa. Naturalmente questo non significa che non la si debba ricercare.

Gabriele Floria

Firenze

www.floria.it

Attenzione: è sempre necessario ed insostituibile il consulto medico personale e diretto con un professionista competente per le questioni poste nel quesito.
I pareri esposti dai dentisti su questo portale non possono sostituire tale imprescindibile consulto medico
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