Situazione poco chiara

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Buongiorno, 
riporto nei dettagli un problema che mi pone in una situazione decisamente travagliata ed imbarazzante, sia per me che per i medici dentisti.

Circa 3 anni fa, ho eseguito delle devitalizzazioni su denti successivamente incapsulati con capsule di ceramica e zirconio.
Un mese fa, mi sveglio di notte con un dolore indicibile sull'ultimo dente in fondo a sinistra dell'arcata inferiore , non un dente del giudizio, tolto diversi anni fa, ma quello a seguire.
Premetto che le cure precedenti sono state eseguite presso una rinomata clinica in sicilia, adesso invece mi trovo in Lombardia.
Detto questo, mi reco da un dentista consigliatomi caldamente da conoscenze, il quale, dopo avermi fatto eseguire una ortopantomografia e diverse lastrine rx,  mi dice che le cure canalari  su quasi tutti i denti trattati,  sono state eseguite male e che ho diversi granulomi su denti sia inferiori che superiori.
Scoraggiata, mi affido alle cure del nuovo dentista. Inizio prima una cura con Zimox (sempre usato in queste occasioni) che, dopo una settimana, mi provoca uno shock anafilattico da intolleranza, sospendo il tutto , nel frattempo il dopore era passato e mi reco nuovamente dal dentista.

Il collega, endodonzista specializzato, toglie la capsula ma trova un perno in fibra di vetro ( purtroppo non radio-opaco) per cui mi dice che non è possibile eseguire la pulizia dei canali ma bisogna togliere il dente.
Essendo diversi i denti su cui fare la stessa operazione, mi chiede una cartella clinica dei lavori fatti dal precedente dentista, per sapere se anche negli altri denti sono stati inseriti dei perni, che rendono difficile se non impossibile la ri-pulitura dei canali.
Chiamo il dentista precedente, in Sicilia, il quale mi chiede: perchè togliere il dente? Non hanno la strumentazione ad ultrasuoni per togliere i perni in fibra di vetro? No, rispondo, mi hanno detto che solo 2 o 3 studi in Italia hanno la strumentazione endodontica ad ultrasuoni adatta .

A questo punto, chiedo un confronto fra i due dentisti, considerato che, come paziente, non sta a me stabilire fra due opinioni differenti quale sia quella giusta.

Ora chiedo: in casi come il mio, cosa è giusto fare e soprattutto, come? Qual'è la giusta tecnica?
Sono stanca di sentirmi dire che i lavori precedenti sono stati eseguiti male e sono stanca dei battibecchi fra professionisti che pare non facciano altro che screditarsi a vicenda, alla fine non solo sono io quella che paga ( e non poco!) , ma sono anche quella che si tiene i dolori!!

Confido in un vostro parere.

Grazie,
cordiali saluti.

Risponde Marco Faccin

Salve.

Comprendo la sua situazione. Il mio consiglio sarebbe di tornare nella rinomata clinica e farsi effettuare i ritrattamenti. Non è mai semplice effettuare un ritrattamento, soprattutto non conoscendo il tipo di materiale e la metodica di chiusura/ricostruzione utilizzati in precedenza.
La percentuale di successo delle terapie canalari possiamo stimarla attorno al 70% per arrivare al 95% dei piu' bravi endodontisti (con diga, ingrandimenti, buona detersione dei canali, chiusura adeguata.... e buona esperienza). Il ritrattamento di un dente già trattato ha una percentuale di successo molto piu' bassa ed è piu' difficoltoso. Bravissimi endodontisti anche a Milano effettuano ottimi ritrattamenti canalari.
A mio parere il secondo collega non vuole reintervenire su denti già compromessi e preferisce estrarli perché si rende conto della difficoltà e della ridotta percentuale di successo di questo tipo di trattamento. La rinomata clinica vuole invece che il secondo collega risolva i problemi che ha creato. Forse ha ragione il secondo collega, che tra l'altro non le ha fatto pagare nulla delle terapie precedenti. Si faccia consenare copia della cartella clinica, in questa si devono riportare molti dati che potrebbero essere utili al suo nuovo dentista. Io penso farei lo stesso. Meglio ancora, farsi ritrattare presso la rinomata clinica.
Naturalmente potrà comprendere come sia difficile per me rispondere a questa situazione, basandomi solo sul suo racconto. Prenda questa mia opinione come un "chiarimento" e nulla piu'.

NB: non conosco nessuna delle due "strutture".

Saluti.

Marco Faccin

Marco Faccin

Thiene

www.dentalwhite.it

Risponde Andrea Gandolfi

Lo strumento ad ultrasuoni è disponibile nella maggior parte degli studi che seriamente fanno endodonzia.
Per togliersi ogni dubbio vada sul sito della SIE (società italiana di endodonzia www.wndodonzia.it e cerchi un collega socio attivo . Sono certo che in modo semplice le risolverà il caso.
A Milano e dintorni esistono diversi specialisti davvero bravi.
A sua disposizione
Andrea Gandolfi

Andrea Gandolfi

Bologna

www.novearchi.it

Risponde Cosimo Tomaselli

Cara signora, effettivamente la situazione è imbarazzante. In casi come
questi teoricamente la via d'uscita è la "revisione tra pari". Essendo
lei a Milano credo possa rivolgersi al dott.Brucoli, presidente della
Commissione Albo Odontoiatri dell'Ordine dei Medici di Milano, il quale
potrà mediare tra i due professionisti.
Cordialità
Cosimo Tomaselli

Cosimo Tomaselli

pianiga

www.tomasellicosimo.it

Attenzione: è sempre necessario ed insostituibile il consulto medico personale e diretto con un professionista competente per le questioni poste nel quesito.
I pareri esposti dai dentisti su questo portale non possono sostituire tale imprescindibile consulto medico
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