Quali sono le norme di prevenzione delle malattie gengivali?

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La malattia delle gengive, chiamata malattia parodontale perché colpisce in primo luogo il legamento che trattiene il dente dentro l'osso alveolare, è il principale nemico della salute della bocca dopo i 30 anni di età.

L'inizio è generalmente subdolo: compare un modesto sanguinamento durante lo spazzolamento, le gengive appaiono più rossastre e gonfie e in qualche caso possono risultare un poco dolenti.

L'evoluzione della malattia comporta la formazione di tasche tra il dente e la gengiva (tasche parodontali) che possono riempirsi di essudato (pus) con formazione di ascessi.

La tasca parodontale crea un progressivo distacco del dente dall'osso con mobilità crescente. Negli stadi finali, la malattia, chiamata anche piorrea, provoca l'espulsione del dente dall'osso.

La prevenzione della malattia parodontale viene impostata sui seguenti principi:

  • riduzione o eliminazione del fumo di sigaretta
  • igiene orale corretta a domicilio
  • igiene professionale nello studio dentistico

Il fumo da sigaretta costituisce il principale fattore rischio di infiammazione gengivale. Il fumo infatti crea una selezione della flora batterica del cavo orale, selezionando ceppi batterici aggressivi per i tessuti gengivali.

Studi americani degli ultimi anni hanno dimostrato che il fumo favorisce il danno al legamento parodontale, provocando una iniziale mobilità che nel tempo causa la perdita del dente.

Il rischio di edentulismo (perdita totale dei denti) viene indicato come 4-5 volte maggiore per i fumatori rispetto ai non fumatori.

Uno studio eseguito dalla Goldman School of Dental Medicine di Boston ha trovato che la sospensione del fumo può rallentare gli effetti dannosi sui denti. Statisticamente, coloro che smettono di fumare hanno una salute dentale migliore dei fumatori, ma non sovrapponibile a quella dei non fumatori. Per poter cancellare gli effetti dannosi del fumo nella bocca occorrono decadi di sospensione e non qualche mese.

L'igiene orale va eseguita a casa in modo scrupoloso e corretto almeno 2 volte al giorno. Al mattino e alla sera prima di coricarsi.

Nell'adulto, oltre al normale spazzolino con setole di durezza media, possono rendersi utili gli scovolini interprossimali, spazzolini di dimensioni ridotte, capaci di poter passare negli spazi interdentali o sotto i ponti protesici fissi.

Anche il filo interdentale va usato per completare l'igiene. Esso va fatto passare sulle superfici tra un dente e l'altro badando a compiere movimenti di scorrimento orizzontali per evitare di tagliare o danneggiare le gengive.

Esiste un filo dotato di spugnetta che consente di detergere meglio gli spazi interdentali aumentati a seguito del ritiro della gengiva.

Infine per l'asportazione del tartaro, il deposito calcareo che si insinua tra gengiva e osso alveolare, va ricordata la visita periodica nello studio odontoiatrico dove l'igienista provvede alla sua rimozione mediante strumenti appropriati (curettes) che consentono la lucidatura delle corone e delle radici dentali.

La rimozione del tartaro non ha scadenze fisse per tutti. Per alcuni individui è sufficiente una volta all'anno o anche meno. Per altri va effettuata ogni 6 mesi. L'odontoiatra, dopo un accurato esame delle condizioni delle gengive, stabilirà i tempi più opportuni per effettuare queste manovre.