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Pubblicato in febbraio 26th, 2015 | scritto da eDentist

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Imprenditore… NO grazie

Il manifesto della professione ritrovata

Si parla molto di omofobia, islamofobia, xenofobia… fra un pò potrebbe arrivare anche

l’etichetta di “imprenditore-fobia” qualora osassimo dire che amiamo la nostra professione.

Sembra che ormai esista un pensiero unico portato avanti da aziendalisti, responsabili

commerciali, professori universitari, formatori: “il dentista deve diventare un

imprenditore” (DEVE, è un obbligo neanche più una scelta…). Tale concetto viene ripetuto

come un mantra da tali persone, che pur essendo lontane dal mondo della nostra

professione ci dicono come dobbiamo condurla.

Dobbiamo veramente frequentare dei corsi per dimenticarci di essere professionisti?

Essere professionisti è qualcosa di vecchio o addirittura sbagliato?

Anche soltanto l’idea che sia “giusto” considerarsi imprenditori e “vecchio e sbagliato”

sentirsi dentisti (per cui ci vuole un corso per cambiare) è un concetto pericoloso che non

appartiene a chi vuole difendere l’idea di Professione.

Non penso ci si debba lamentare del modo commerciale di condurre l’odontoiatria, se poi

noi stessi facciamo dei corsi per trasformarci in aziende. Non è solo la modifica di una

parola o il titolo di un corso, ma è un vero cambiamento valoriale. Si tratta di avere una

visione diversa della professione. La bocca del paziente cambia se viene vista da un

dentista o da un imprenditore.

“Acquisire una mentalità da imprenditore…”, come si vuole insegnare, significa perdere

quella da professionista, con il rischio di un passaggio alla commercializzazione

dell’attività.

“Trasformare il Dentista in Imprenditore” è un concetto vecchio e ormai logoro, che aveva

la sua valenza negli anni ’90. A quei tempi infatti la maggior parte dei dentisti si

concentrava solamente sull’attività clinica e questi concetti servivano per far capire che

esisteva anche l’aspetto extraclinico della professione. I tempi sono cambiati e questa

frase oggi, suona molto di slogan commerciale. E’ un concetto che rappresenta una

visione inadeguata della realtà dei dentisti, portato avanti da chi si affaccia a tale mondo

per la prima volta e rimane ancorato a vecchie credenza (manca che ci dicono che siamo

evasori e milionari e poi lo stereotipo è al completo…).

Come mi disse un giorno Paul Homoly “ogni associazione, ogni relatore, ogni autore ha un

importante compito, che è quello di segnare la strada”. Non penso che quella del

marketing e dell’imprenditoria sia la strada che ci appartenga.

L’Odontoiatria agli Odontoiatri, è sempre stato il mio motto e per questo non mi considero

un imprenditore, meno che mai un manager. Questo non significa difendere vecchi modi di

pensare anzi, vuol dire concepire un nuovo concetto di professione a 360°: una

“professione evoluta”.

Il dentista di oggi ha delle capacità che vanno oltre quelle dell’imprenditoria. Conosce i

suoi punti di forza e le sue mancanze. Ha una consapevolezza molto più elevata di quella

che gli si vuole attribuire.

Non ci serve pagare qualcuno per sentirci dire di mettere guidoncini o fare volantinaggio

nei supermercati (come successo ad un collega di Firenze); nè abbiamo bisogno di

seguire corsi per “leadership e motivazione” del valore di 60.000 euro (!) per sapere come

eseguire i richiami ai pazienti in maniera più efficiente, o per migliorare le proprie capacità

di presentazione dei preventivi (come accaduto ad un collega piemontese).

Il dentista di oggi è già dotato di elevate capacità di sintesi e al tempo stesso di creatività

(malgrado ciò che ne pensino gli aziendalisti…), doti che superano molti cosiddetti

imprenditori.

Ormai esiste una guerra tra impresa e Professione come anche ricordato alcuni anni fa dal

segretario del Consiglio Nazionale Forense (1). La Professione da fastidio al capitale che

preferisce investire in grosse strutture con cui fare profitti, anche a scapito della salute dei

cittadini (2). La guerra si fa anche con le idee e il pensiero UNICO che le aziende stanno

facendo passare (un passo alla volta) è quello del dentista-imprenditore.

Anche in questo caso “io sto con il 99%”. La maggior parte dei colleghi ama la professione

e come me è stufa di queste posizioni aziendaliste/commerciali. Non significa

abbandonare la parte gestionale, anzi, ma “gestirla da professionisti… in un mondo di

imprenditori” (come dico spesso).

Il nostro ruolo nella difesa della professione non si limita a gestire lo studio da

professionisti evoluti, ma anche quello di comunicare a tutti i pazienti la differenza tra

studio professionale e struttura di imprenditori. I dentisti sono molto diffusi sul territorio e

hanno il privilegio di avere un alto grado di fiducia da parte dei cittadini (3). Per questo è

importante far conoscere come viene attuata la cosiddetta “economia di scala”.

Ho allegato a questo articolo due interessanti filmati, realizzati dal Consiglio degli

Odontologi di Catalugna, che fanno comprendere in maniera chiara la differenza tra lo

studio professionale e la struttura di capitali imprenditoriale. (video1 e video2)

Capisco che il concetto di imprenditore possa servire a far comprendere meglio al dentista

l’aspetto extraclinico della professione. Però oggi sembra che tale posizione non sia

presentata come veniva fatto 20 anni fa, quale aspetto aggiuntivo per migliorare la qualità

totale dello studio, ma in quanto realtà antagonista alla professione. Il concetto è che “la

professione è superata e il dentista DEVE diventare imprenditore”. Questa filosofia può

diventare, alla lunga, controproducente anche per il dentista che la realizzasse.

Concentrandosi sugli ambiti imprenditoriali si rischia di perdere l’aspetto relazionale, che

però rende possibile l’esistenza della nostra professione. Diversamente dalle aziende che

vendono prodotti a individui (e più ne vendono meglio è), noi curiamo le persone. In

questo sta la grande differenza.

Oggigiorno ciò che le persone vogliono sempre di più dal dentista, e che viene anche

confermato da molte ricerche, è la relazione con il professionista. In un mondo in cui si

vuole considerare le persone dei semplici individui, dove si vogliono trasformare le

prestazioni sanitarie in prodotti da vendere, chi mantiene il rapporto con il paziente vince.

Questo però è un concetto che nel passaggio “da Dentista a Imprenditore” si perde o

viene dato per scontato.

E’ importante (…anzi vitale) valutare gli aspetti gestionali della nostra professione, senza

però dimenticare chi siamo. Siamo dei professionisti che curano le persone PUNTO.

Immaginarci come manager o imprenditori, sposta il punto di vista dalla cura del paziente

al profitto. E personalmente non vorrei essere curato da un simile dentista…

Inoltre è arrivato il momento di prendere consapevolezza delle nostre capacità e del fatto

che siamo dei professionisti evoluti che possono cambiare la propria realtà professionale.

Questa neonata autostima permette di svincolarci da alcuni aziendalisti che tempo fa

dissero di noi: ”I dentisti? Un proficuo terreno di caccia”.

Dr.Tiziano Caprara

1) http://www.omceoudine.it/documents/333 : “Pubblicità e informazione per una

professione in evoluzione: osservare le regole per rispettare le persone”. OmceO UD

16/9/11

2) The corporate- Il futuro delle strutture sanitarie: Low cost e overtreatment?

http://www.tizianocaprara.com/corporate/2014/12/09/

3) “La figura del dentista oggi” ISPO-Mannheimer 3/12

Video 1

Video2

 


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